Jane Eyre | Charlotte Brontë
Parecchi anni fa un mio amico mi disse "Serena, tu e la sintesi grandi nemiche. Quando distribuivano il dono della sintesi, tu eri altrove". Perché vi dico questo? Perché la simpatica "accusa" si può benissimo applicare alla carissima Lottie.
Il romanzo infatti è eccessivamente prolisso, tanto da sostituire camomilla o qualsiasi altro stratagemma per chi soffre di insonnia. Uno dei romanzi più noiosi mai letti. "Uno dei" perché quello più noioso è Emma della cara Jane Austen, non ha rivali. In Jane Eyre quanto meno ci sono diversi colpi di scena che, a mio avviso, salvano il libro da un giudizio totalmente negativo.
Non mi aspettavo di trovarne così tanti in un romanzo del genere, però devo ammettere a malicuore che secondo me non è un libro perfetto come per anni mi hanno fatto credere tutte le recensioni positive. In primis è troppo lungo. Comprendo che si tratti di una specie di autobiografia della stessa Jane Eyre, ma a conti fatti tutta la parte relativa alla sua infanzia non era necessaria. Inoltre proprio quella crea confusione nel lettore e un'incoerenza caratteriale della protagonista che passa dall'essere scontrosa, impulsiva e rabbiosa a una ragazza remissiva, dolce e socievole nell'arco di un capitolo. Il suo personaggio non ha un'evoluzione, è bidimensionale.
Ovviamente non è l'unica parte che si prolunga inutilmente, tuttavia preferisco non entrare nello specifico per evitare di farvi spoiler. Ma credetemi, è pieno zeppo di parentesi inutili.
Una cosa devo concedergliela, sia lei che Rochester sono brutti e sanno di esserlo. Finalmente dei personaggi principali che non sono brutti e fingono di non saperlo!
A proposito del caro, magnifico e tanto imitabile Edward (Eddy per gli amici). Mi domando come si possa romanticizzare un personaggio simile. Ok, è stato sfigato, ma mi rifiuto di accettare il modo in cui tratta Jane. Quando il suo segreto viene a galla, lui non solo fa di tutto per trattenerla, ma cerca di manipolarla addossando a lei la colpa dell'abbandono. La dipinge come la cattiva che gli sta facendo un torto. Ma tutto bene, frà?
Jane non lo dice chiaramente, ma è talmente spaventata che possa impedirle di andare via da scappare come una ladra e non portare nulla con sé; tanto che è costretta a mendicare. You understand? Lui le dà la caccia per ritrovarla. Dove sta il romanticismo in tale comportamento da psicopatico? Ma soprattutto perché un personaggio tossico come Rochester nel classico è amabile e va bene, mentre in un romanzo contemporaneo no? Spiegatemi la differenza, please.
Jane non si piega alla sua manipolazione, cosa che ho apprezzato molto, però continua a pensarlo con amore e mai si sofferma sul comportamento tossico.
Sinceramente non capisco tutto questo romanticismo che viene collegato al romanzo. Sì, c'è lo struggimento da parte di Jane, ma lo stesso si può trovare in qualsiasi altro romanzo del genere. Cosa lo rende speciale? La forza d'animo della ragazza? Probabile. Però troviamo anche questo in molti altri romanzi.
Le ambientazioni più che apprezzate, sono riuscita a immergermi nella storia tanto da riuscire a vedere gli edifici in cui i personaggi si muovono. Più o meno i personaggi secondari sono caratterizzati anche se in modo essenziale.
Non so, non mi ha convinto del tutto. Probabilmente se fosse stato meno prolisso, con minori parti inutili, lo avrei apprezzato molto di più. Per la serie "Il talento c'è ma va coltivato". Effettivamente Jane Eyre è il primo romanzo della cara Lottie, quindi ci può stare. Nonostante il primo romanzo che propose per la pubblicazione ma che venne riufiutato, fu The Professor.
3🌟

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