La casa nella nebbia | Robert Bryndza
Ero (o sono?) nel blocco del lettore, eppure...
Buongiorno, Stelline! Spero che sia l'ultimo post ad avere questa intro perché, mio caro blocco del lettore, lo scherzo è bello quando dura poco e tu sei rimasto ospite di casa mia per troppo tempo.
Robert Bryndza con le sue due serie thriller e crime, per me è sempre una garanzia e quindi sono andata quasi sul sicuro scegliendo La casa nella nebbia come mia lettura.
La professoressa di criminologia Kate Marshall
è in gita con suo figlio, quando insieme fanno una scoperta scioccante:
il corpo senza vita di un adolescente, impigliato sotto la superficie
del bacino idrico di Shadow Sands. L’ipotesi di un tragico
annegamento non quadra, e quando Kate comincia a indagare si trova a
fare i conti con un'inquietante scoperta: la vittima potrebbe essere
solo l’ultima di una serie di morti e scomparse legate alla brughiera.
Nei dintorni di Shadow Sands, infatti, circolano strane voci a proposito
di un sadico assassino che, come un fantasma, si nasconde nella nebbia,
pronto a colpire.
Quando una giovane collega dell’università
scompare senza lasciare traccia, Kate sa che è solo questione di tempo
prima che venga uccisa. Per lei e il suo socio Tristan Harper ha così
inizio una drammatica corsa contro il tempo. Ma l’inafferrabile serial
killer a cui Kate sta dando la caccia non è l’unico a esserle un passo
avanti. Qualcun altro è interessato a fare in modo che i segreti di
Shadow Sands rimangano sepolti…
La casa nella nebbia
Robert Bryndza
Newton Compton Editori
Crime, Investigatrici donne
TW: r@pimento, viol3nza s3ssu4le, @lcolismo
Formato cartaceo, ebook, kindle unlimited
Narrazione in terza persona con diversi punti di vista
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La casa nella nebbia si è rivelata la lettura giusta. Ammetto che all'inizio ho avuto qualche difficoltà a procedere, probabilmente a causa del mio blocco, però più andavo avanti e maggiore diventava il mio coinvolgimento e la curiosità a saperne di più. Nel corso della lettura ho maturato una teoria che poi si è dimostrata totalmente sbagliata. Io e le mie ipotesi di complotto!
Kate Marshall anche in questo secondo volume della serie si è confermata la mia preferita. Tra Kate ed Erika Foster, preferisco di gran lunga lei. L'investigatrice privata ha un complicato passato alle spalle, ma nonostante ciò lotta con tutte le sue forze per prendersi il futuro che vuole. Cade? Sì, ci sono dei momenti in cui è sul punto di cedere, però c'è sempre qualcosa a salvarla e a riportarla sulla retta via. Ed è questo a renderla umana e a permettere al lettore di empatizzare con lei. Ha sbagliato, è stata ingannata, ma fa tutto ciò che le è possibile per rimediare.
Apprezzo sempre come Bryndza affronta l'argomento @lcolismo perché non lo sottovaluta o liquida come se fosse qualcosa di cui liberarsi facilmente. Lo tratta come una lotta, una scelta da compiere ogni giorno, qualcosa di reale.
Tristan è un personaggio secondario, eppure caratterizzato tanto quanto un protagonista. In La casa nella nebbia scopriamo qualcosa in più su di lui. Assistiamo alla sua presa di consapevolezza e sosteniamo la sua scelta ad aprirsi con la sorella.
Il caso non è uno dei più complessi da un punto di vista di intrecci, ciononostante tiene incollati alle pagine rimanendo un mistero fino a quando l'autore decide di rivelarci la sua identità. Lo psicop@tico di turno è un rapit0re seriale che porta le sue vittime all'interno di una struttura per torturarle e @busare di loro. Ci tengo a dire però che gli atti non sono mai descritti, si sa che avvengono ma Bryndza ci fa il favore di non entrare mai nel dettaglio.
Il ritmo di narrazione è più calmo rispetto al tipico thriller, eppure l'autore riesce sempre a tenere alta l'attenzione perché c'è sempre un rivolto inaspettato o che comunque mette il bastone tra le ruote ai nostri Kate e Tristan.
Il finale promette nuove avventure anche se la questione Peter mi preoccupa non poco. Temo che succederà qualcosa di brutto, non mi fido né di lui né di Jake. Staremo a vedere.
PS: Bryndza, ti prego. Non far mandere più giù gli spaghetti con il pane. Ti prego, no. Non farlo mai più, potrei sentirmi male.

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