Living-room Matsunaga-san | Keiko Iwashita

Living-room Matsunaga-san vince il premio come il più slow degli slow born. Leggetelo solo se siete pronti ad affezionarvi ai personaggi e a piangere quando giungerete all'ultimo volume.

A causa di particolari circostanze familiari, la liceale Miko si trasferisce presso la pensione dello zio. Il primo giorno non inizia nel migliore dei modi: lungo la via verso la nuova casa s'imbatte in un tizio dall'apparenza poco raccomandabile che comincia a seguirla. Ma era tutto un malinteso: il "tizio" in questione non era un malintenzionato, e non la stava seguendo; semplicemente stava tornando a casa – la stessa di Miko, in quanto Matsunaga – questo il suo nome – è un giovane designer che vive proprio


nella pensione dello zio, assieme a una schiera di altri inquilini piuttosto... insoliti. Come si evolverà la nuova vita di Miko lontano dai genitori, a contatto con adulti stravaganti e bizzarri? Riuscirà ad adattarsi a nuovi ritmi e nuovi impegni? E soprattutto... che rapporto finirà con l'instaurare col brusco ma premuroso Matsunaga-san?

Titolo: Living-room Matsunaga-san
Autore: Keiko Iwashita
Editore: Star Comics
Data di pubblicazione: 26 Maggio 2021
Target: shojo
Genere: romance
Volumi: 11 (serie completata anche in Italia)
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Living-room Matsunaga-san è una delle storie più dolci mai lette e probabilmente il manga a cui mi sono più affeziona fino a ora. Tutto merito dei personaggi e del legame che si crea tra loro, così profondo e intenso che sembra quasi di vivere con loro all'interno della share house.
La storia è semplice, non ci sono colpi di scena, narra di vita quotidiana, di difficoltà, sostegno e affetto. Assistiamo alla crescita di Miko, una liceale che si trova a vivere tra quelli che lei definisce adulti, ovvero ragazzi di una decina d'anni più grandi di lei.

Questo manga sprigiona pace e amore da ogni capitolo ed è bello vedere come i coinquilini imparano a convivere e a condividere gioie e dolori. Il modo in cui si sostengono a vicenda e la certezza di poter contare l'uno sull'altro anche quando non saranno più tutti insieme.

I personaggi sono tutti ben caratterizzati, nonostante siano sei (almeno in principio) si distinguono tra loro sia per tratti fisici che caratteriali. Affazionarsi a ciascuno di loro è facilissimo proprio per il loro legame e lo è altrettanto sentirsi parte di quel gruppo. Ecco perché mi sono ritrovata a piangere già dal penultimo volume. Non perché manchi un lieto fine, al contrario. Mi sono commossa per la loro crescita e ho pianto di nostalgia perché sono stata fin troppo bene all'interno della share house, mi sono sentita accolta, e quando si sta bene in un posto diventa difficile lasciarlo.

Sicuramente è un manga che rileggerò quando avrò bisogno di tornare a casa.

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